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sabato 28 febbraio 2009

mercoledì 25 febbraio 2009

Il viaggio delle sorprese terza parte

Terza parte del viaggio delle sorprese

Dopo una bella dormita e poi fatto colazione siamo partiti alla volta di New York, un ora dopo già vedevamo da lontano gli enormi grattacieli, ci siamo poi fermati in un parcheggio
Per vedere bene le strade avevamo le carte stradali molto chiare, io guidavo e avevo mio cognato che guardava per potermi aiutare, vi posso assicurare che per uno che non è mai stato a New York entrare su quelle grandi strade da 5-6 corsie sembrava facile guardando la carta, ma quando eravamo sul posto abbiamo provato a seguire il segnale Aeroporto, ma purtroppo dopo aver passato due grandi ponti dove all’entrata del ponte cera da pagare il pedaggio, non vidi più il segnale aeroporto, continuammo sperando di rivedere quel segnale ma non fu così,
Decidemmo di fermarsi a chiedere informazioni con la speranza che capissero le nostre lingue,
Eravamo in una zona di grandi depositi, io e mia cognata andammo in un grande deposito di auto vecchie ci venne incontro un uomo a fatica gli spiegai che dovevamo andare all’aeroporto la guardia, ci ascoltò attentamente poi si rivolse a uno degli operai parlarono un po’ con lui poi mi disse, almeno noi abbiamo questo inteso, di seguire la sua macchina, noi lo abbiamo seguito per circa 15 minuti passammo anche un grande ponte, lui pagò il pedaggio e poi andò un po’ più avanti quando io volevo pagare mi fece sogno che era già pagato dall’altro, rimasi di stucco vedendo quanta gentilezza da uno sconosciuto, mezzora dopo vidi i grandi cartelloni che indicavano l’aeroporto ci
avevamo chiesto se era possibile salire sopra una delle torri gemelle, ma ci hanno detto che era difficile bisognava averlo prima programmato, allora abbiamo deciso di salire sul Empire State, dopo una lunga coda finalmente siamo saliti sull’ascensore rapido, che in un baleno ti porta al 118° piano, dopo un altro ascensore ti porta sulla terrazza del belvedere, quel panorama che vedi da tutte le direzioni è veramente grandioso




















New York, visto dal grande terrazzo dell'Empire Stadt
Due cose specialmente mi a incantato,
una vedere il Central Park un grande polmone verde in mezzo a una così grande metropoli con all’interno i laghetti con anitre selvatiche, la seconda, vedere le due torri gemelle ancora più alte dell’Empire State, nessuno avrebbe mai sognato che tre mesi dopo sarebbero state abbattute dal famoso atto terroristico dell’11 settembre.
Dopo scesi dall’Empire abbiamo fatto una passeggiata al Central Park è straordinario vedere quanta gente si trova in quelle vie all’interno che con pattini a rotelle chi si sta allenando forse per le maratone, se poi ti siedi in una panchina non passa molto che si avvicina cautamente qualche scoiattolo se prima ti sei procurate delle noccioline ti vengono fino sulla panca,
Ritornando al nostro hotel già pensavamo a domani che alle dieci ci dovevamo trovare al molo 12 da dove si partiva con la mini cuocere che comprendeva, pranzo sempre girando nella baia
Visita all’isola della statua della libertà e poi cena, cera in noi un po’ di ansia speravamo che tutto andasse bene.
Siamo andati a piedi dall’hotel fino al molo 12 il battello era che aspettava tutti quelli che avevano prenotato siamo saliti in coperta una
grande terrazza da dove si poteva ammirare tutta Manhattan sotto coperta un grandissimo salone tutto ben addobbato un grande palco che più tardi sarebbe preparata una orchestra, abbiamo preso posto sui tavoli ben sistemati con un pullman e arrivata l’orchestra e si è sistemata alle 11.00 il battello prese il largo nella baia, l’orchestra intonò la canzone di Frank Sinatra New York! New York! Un cantante non tanto male cantava sempre, incominciarono a portare l’aperitivo a scelta era veramente bello vedere la grande metropoli dal mare è qualcosa di indescrivibile vedere le torri gemelle dal basso nella baia

sembravano che toccassero il cielo era una giornata bellissima, cera un sole splendente passare sotto i grandissimi ponti vederli da vicino specialmente il ponte di Bruklin, e tante altre attrazioni,
nel pomeriggio dopo il pranzo chi a voluto e salito in coperta per
vedere meglio ogni cosa passare vicino la statua della l’libertà non avrei mai immaginato che fosse così gigantesca.
È incredibile vedere alla sera quando piano piano si fa buio i grattacieli che si illuminano, queste cose le avevo solo visti nei film ma esserci è un’altra cosa, la giornata passò quasi in fretta alle 11.00 siamo arrivati al molo 12 eravamo veramente soddisfatti, nel grande piazzale molti taxi erano li per prendere i passeggeri, prendemmo un taxi in 15 minuti eravamo in hotel, già pensavamo a domani.
Segue il numero 4

Il carnevale di Viareggio

Carissimi miei visitatori oggi vi do il bion giorno con questo video di vera alegria. Un forte abbraccio a tutti/e

domenica 22 febbraio 2009

Una rinfrescata di memorie, vecchie foto.

Carissimi amici e amiche visitatori. Avevo del tempo così ho provato amettere a ssieme queste foto. un forte abbraccio a tutti/e...

sabato 21 febbraio 2009

Viaggio delle sosprese secodo capitolo

Seconda parte del viaggio delle sorprese

Partimmo al mattino presto diretti come prima tappa Niagara 3 ore circa di auto eravamo sul posto, da lontano si vedeva come un grande nuvolone molto basso, noi pensavamo alla pioggia invece si trattava del nuvola che formava le cascate cadendo basta che si sia un po’ di vento lo spettacolo è assicurato.
A Niagara non fu difficile trovare un motel per dormire.



Niagara di notte, è uno spettacolo con quei grandi riflettori che le illuminano variando i colori, bisogna vedere per credere.


Passiamo il confine dal Canada agli stati uniti entriamo a Buffalo città di confine dove pure
ci sono le cascate del Niagara americane, anche qui le cascate sono indescrivibile,
Dopo il lungo controllo della polizia di frontiera che ti controllano dalla a alla z, molto pignoli,
Io guidavo al mio fianco mio cognato con carta stradale, per chi non è mai stato sulle autostrade in America, sono molto più grandi delle nostre la cosa che subito abbiamo notato che erano solo segnate con dei numeri e non il nome delle località, il nome delle località si potevano leggere solo quando ci si trovava a una certa distanza,
Prendemmo il numero della strada con la quale andava verso New York, seguimmo sempre il numero che portava verso New York dopo 5 ore ci fermammo a un grande ristorante guardiamo la pianta della località e ci accorgemmo che avevamo preso si il numero giusto ma dalla parte opposta, immaginate ne nostre risate a noi stessi cosi abbiamo chiesto all’informazione cosa ci consigliavano l’America è bella ma non conoscono tanto le altre lingue, fu difficile farci spiegare fra il tedesco, italiano ci siamo capiti la soluzione era proseguire fino Cicago e da li poi cambiare autostrada, non abbiamo voluto uscire dalla autostrada per andare nell’labirinto delle strade secondarie, la prima tappa l’abbiamo fatta vicino Cicago, le piccole città fuori delle grandi metropoli sono molto interessanti se vede in giro gli sceriffi caratteristi con quel grande cappello anche i ristoranti erano veramente interessante, le strade con tutti quei fili elettrici e cavi a fianco delle strade un vero vero groviglio, alla sera abbiamo discusso del giro più lungo effettuato causa lo sbaglio della strada, abbiamo dovuto c’ordinare le tappe perché sabato mattina dovevamo consegnare la macchina all’aeroporto, la Guardia di New York, tutto prosegui bene nei prossimi due giorni.
Piccola tappa in un centro commerciale
Venerdì vedendo che eravamo leggermente in ritardo abbiamo dovuto accelerare i tempi,
Sapete negli stati uniti il limite di velocità è di 65 miglia, venerdì sera vedendo che eravamo un po’ in ritardo per arrivare a circa 50 Km. da New York . Era già le ore 22.00 siamo usciti dall’autostrada per cercare in una piccola località un Hotel oppure un Motel,
Abbiamo attraversato tutta la località piano piano sperando di vedere un hotel, niente in vista
Ritornammo in autostrada aumentai la velocità, ad un certo punto senti un suono delle sirene della polizia che era dietro di me, pensavo che stasse passando ma mi sbagliai, eravamo noi presi di mira, mi fecero segno di fermarmi, ancora non avevo capito cosa veramente stava succedendo, mi fermai al lato della strada su un terreno ghiaioso, sapete la corsia di emergenza non è come in Italia, li è tutta un’altra cosa, la macchina della polizia si fermò dietro di me lasciando le luci blu in funzione, ci fu un silenzio totale, era una serata molto buia,
Passarono due lunghi minuti, poi io feci uno sbaglio, dopo solo mi resi conto, aprii la parta della macchina, sentii una voce che grido in inglese di non muovermi, sono stati momenti eterni, dopo circa 10 minuti vidi due ombre con delle torce che illuminavano la nostra macchina, avevano in testa quel famoso grande cappello, mi ricordai di certi film visti in televisione, solo che adesso era realtà, si fecero avanti ci scrutarono uno per uno con le torce noi in macchina fermi come quattro manichini poi aprirono la mia porta ci guardarono sospettosi, subito però si accorsero che eravamo quattro innocui anziani un po’ spaventati,
mi chiesero i documenti, furono parole inutili perché con il mio tedesco e italiano servi proprio a niente loro parlavano solo l’inglese, fu cosi, mimando con movimenti ci spiegammo che eravamo europei e che eravamo in viaggio, loro ci fecero capire che vedendoci nel suo circondario a quel’ora andando cosi piano e guardando fuori, noi cercavamo un posto per dormire, per il sceriffo eravamo dei sospetti la macchina targata New York,
E ci hanno seguiti a luci spente era lo sceriffo e il suo assistente, poi vedendo che io sorpassai i 65 miglia, volevo trovare un hotel in fretta, eravamo molto stanchi, in 10 minuti fu tutto chiarito, si fecero capire che avevano saputo dalla centrale che la macchina veniva da Toronto di sicuro le informazioni l’avranno avuto via radio ciò spiega perché era passato parecchio tempo da quando eravamo fermi, prima che loro scesero dalla macchina, si può dire che ci è andata bene, non mi fecero nemmeno la contravvenzione, ci fecero segno di seguirli, noi non avevamo un’altra scelta, siamo usciti nella prossima città e ci hanno accompagnato fino davanti ad un hotel, ci strinsero la mano e se ne sono andati, più tardi nel salone dell’hotel
Abbiamo riso della speciale avventura, poi abbiamo finalmente potuto cenare, e subito a letto domani mattina dovevamo entrare a New York.
Segue il numere 3

Quanto ci hanno fatto ridere

Chi li a visti potranno continuare a ridere, per quelli che non li hanno visti, ridete ora di sicuro nessuno resisterà. Un abbraccio a tutti/e, Tomaso

venerdì 20 febbraio 2009

IL SAN REMO CHE MI PIACEVA DI PIÙ, LE SUE BELLE CANZONI ROMANTICHE E MOLTO PIÙ SENTIMENTALI

BUONA GIORNATA A TUTTI/E. QUESTA MATTINA STO PENSANDO AI PASSATI FESTIVAL ALLE VECCHIE VOCI E ALLE LORO BELLE CANZONI! UN CARO SALUTO A TUTTI I MIEI VISITATORI E UN STRETTO ABBRACCIO. TOMASO

martedì 17 febbraio 2009

Prima parte del viaggio delle sorprese

Il viaggio delle sorprese

Prima parte

Sabato 5 Maggio 2001
Partiti da Venezia tutto sembrava bene arrivati a Londra dovevamo cambiare aeroporto,
Per prendere il volo intercontinentale, li successe già qualcosa in spiegabile che poi lo abbiamo capito in volo, eravamo tutti in attesa di partire dentro il velivolo ma e passato 30 minuti sai nessuno di noi capiva l’inglese cera un gran mormorio, alla fine finalmente l’aereo è partito, normalmente su un volo intercontinentale raggiunto una certa quota incominciano a portare da bere e prepararsi per il pranzo, vidi che qualcuno aveva con se degli alimenti e incominciavano a mangiare, capii subito che qualche cosa non andava, andai da una hostess, e gli feci capire che volevo sapere cosa stava succedendo, capii subito, sciopero delle cucine dell’aeroporto, immaginate affrontare 10 ore di volo senza niente da mangiare, io da vero arrabbiato gli dissi di darmi qualche cosa da mangiare altrimenti avrei combinato qualche cosa, venni il capitano, così fra italiano e tedesco ci siamo capiti, portarono tutta la riserva dei biscotti e greche tutto ciò che era nel velivolo da bere ci hanno portato acqua minerale, coca cola, tanto per tenere un po’ calmi i passeggeri, solo quei pochi che sapevano del sciopero si erano procurati, dei sacchetti da viaggio gli altri cioè la maggioranza non sapeva niente.
Arrivo a Toronto Canada era perfettamente in orario, tutti coloro che non avevano avuto il pranzo ci siamo recati in ufficio della bruiteci Aerlain noi tutti volevamo reclamare, ci hanno fatto riempire un formulario, che poi alla fine del viaggio ci avrebbero rimborsato dei soldi,
La sorpresa non era finita, una valigia di mia cognata era stata smarrita una ora per sapere dove fosse la valigia, era rimasta a Londra e poi imbarcata per L’Australia ci chiesero un indirizzo di recapito noi quella settimana eravamo in casa del fratello di mia moglie, che poi ci avrebbero portato la valigia quando sarebbe arrivata, mia cognata chiese dei soldi per comperare biancheria intima, perché si trovava tutta in quella valigia gli diedero 50 dollari per prendere il necessario, dopo due ore finalmente abbiamo potuto andare a prendere la macchina già prenotata abbiamo avuto una olsmobile targata New York una di quelle che era venuta dagli stati uniti quelle grandi autonoleggio fanno sempre così per riportare la macchina nella loro sede, con la macchina abbiamo potuto visitare Toronto una grande metropoli, la cosa straordinaria è stata salire sopra la torre che sovrasto Toronto il panorama era veramente mozza fiato

La maestosa torre.


denominata. CN Tower, alta 553 Metri ce una veduta di tutta la metropoli un ristorante all’altezza di 350 metri tutto il ristorante e girevole è un anello completamente in vetro così intanto che si pranza vedi tutta la città gira lentamente non si percepisce niente, ci impiega circa una ora a fare il giro completo.

Due vedute dalla torre

Tre giorni dopo arrivò la valigia per fortuna tutta intera, e cosi mia cognata poté finalmente usare la propria biancheria, mia moglie l’aveva aiutata con la sua,
Terminata la prima settimana ci preparammo per partire sperando che tutto
andasse per il meglio.
Segue il numero 2

domenica 15 febbraio 2009

Sto preparando un racconto di un viaggio Londra Toronto New York

Annuncio che quanto prima incomincerò un racconto.
Un viaggio di quattro settimane.

Tutto incominciò quando la sorella di mia moglie, disse noi quattro, cioè sorelle e mariti, dobbiamo fare un viaggio, così andremo anche a trovare il fratello che era emigrato in Canada, lei organizzò tutto con l’aiuto di una agenzia di viaggi di Verona, questo viaggio, prima settimana volo Venezia Londra, e poi Londra Toronto, dove ci si saremmo fermati una settimana, seconda settimana con una macchina noleggiata a Toronto si sarebbe andati verso New York facendo delle tappe in diversi luoghi, fermandosi nei motel delle piccole località, la macchina sarebbe poi consegnata all’aeroporto, La Guardia, a New York, la terza settimana a New York, già programmato l’hotel con una piccola crociera nella baia di Manhattan,
Volo di ritorno, New York, Londra, l'ultima settimana per visitare Londra, poi volo, Londra Venezia,
Spero di iniziare la prima parte fra qualche giorno.

Nell'attesa vi saluto con un abbraccio,

Tomaso

sabato 14 febbraio 2009

Questo è un amore tramontato

Buongiorno cari amici e amiche. Facciamo in modo che la giornata di oggi ci stimoli a tenere quell'amore dentro di noi sempre vivo. Buon San Valentino a tutti/e. Tomaso

mercoledì 11 febbraio 2009

Ecco il mio ultimo capitolo ( la mia vita ) Capitolo 12

DODICESIMO CAPITOLO

Passarono i mesi, il 14 ottobre 1965 nacque il secondo figlio un maschio di 4 kg lo abbiamo chiamato Bruno.

Il giorno del battesimo di Bruno
Tutto sembrava andare avanti molto bene la Danila lascio il lavoro per tenersi i bambini con noi, la vita sembrava rosea, eravamo veramente felici, con il guadagno del lavoro delle foto potevo arrotondare bene la nostra esistenza.

Bruno 2 mesi
Nuovi problemi sono nati quando il proprietario dell'appartamento dove abitavamo a Zurigo mi comunico che quel stabile veniva abbattuto per essere ricostruito e che avrei dovuto cercare un nuovo alloggio.

Un capodanno



Mi pare che sia un po' presto!


Un chitarrista in erba


Qui la vediamo pistolero


Kloten una prospera cittadina cera l'aeroporto internazionale li trovai un nuovo appartamento
di tre camere e mezza, in Italia si direbbe 4 vani.
Tutto andò bene 3 mesi dopo traslocammo a Kloten una cittadina a 10 km. da Zurigo.
Pur troppo dovetti rinunciare al lavoro delle foto il nuovo appartamento era di nuova costruzione non potevo rischiare di sviluppare foto cera il rischio di rovinare tante cose con l’acido chimico
A Kloten dato che la Danila custodiva i nostri bambini ci venne un’idea.
Tangi genitori cercavano delle famiglie private, la Danila prese 2 bambini uno di 3 anni e una bambina di 2 anni,
Questi bambini li portavano alla mattina molto presto e ritornavano a prenderli alla sera,
Un lavoro con molta responsabilità, ma che aiutava molto nel bilancio famigliare.

Venne finalmente una data importante cioè che dopo 10 anni di permanenza in Svizzera una legge federale dava il permesso di soggiorno classe C voleva dire che un straniero era libero di fare qualsiasi lavoro senza più avere un visto dalla polizia degli stranieri io subito pensai che il mio desiderio era quello di fare l'autista di mezzi pesanti così mi iscrissi a una scuola dove prima ci si preparava teoricamente è stato molto duro, dopo 6 mesi diedi l'esame e fui promosso a pieni voti una teoria molto approfondita sui motori a diesel e tutti i sistemi frenanti dei mezzi pesanti è stato per me il primo traguardo ora iniziava la pratica cioè la guida di diversi tipi di automezzi la Svizzera e sempre stata molti rigorosa su tutte le professioni, bisognava dimostrare che sei all’altezza di ogni situazione alla fine si riceve un certificato federale della tua abilità.

Anche qui sono stato un po’ fortunato nella fabbrica di colori dove ero operaio mi feci amico di un autista che portava il materiale fabbricato nella fabbrica nelle drogherie e nei magazzini di vendita cosi nei giorni che erano destinati al trasporto io andavo con lui e potevo guidare l’automezzo io fra quello e le ore di guida che dovevo fare in una ditta che aveva gli automezzi di diverse dimensioni feci la pratica mi ricordo quel giorno che ricevetti il permesso di guidare automezzi pesanti fu per me un grande giorno perché pensai di lasciare la fabbrica di colori per fare l'autista di grossi mezzi.

In fabbrica mi davano la possibilità di fare molto lavoro straordinario così tutti i sabati lavoravo per preparare il magazzino delle scorte dei colori straordinarioe tonalità.

Però c’è sempre in me che ora che avevo il permesso di soggiorno senza più limitazioni avrei voluto fare il conducente di automezzi pesanti, non dovevo lasciare passare troppo tempo dopo di aver avuto la patente confederale senza guidare.

Un giorno presi una decisione guardai nel giornale e vidi che c'erano molte richieste di conduttori di automezzi pesanti, incominciai a telefonare alle imprese di trasporti.

Una settimana dopo avevo già concordato per fare il contratto di lavoro in una grande impresa di trasporti, avevano più di 100 automezzi divisi in diversi reparti, dai trasporti speciali alle autogru, proprio quello che sognavo.

Mi licenziai subito, le regole contrattuali qui erano che bisognava rimanere tre mesi dopo aver dato la disdetta, per fortuna l’impresa di trasporti mi a aspettato.

Ai primi di maggio 1967 iniziai il lavoro come autista per i primi otto giorni mi e stato assegnato un autista esperto tutto andò meglio del previsto, poi ricevetti un vecchio camion speciale con un impianto idraulico che faceva funzionare due enormi braccia contemporaneamente il mezzo tradotto in italiano si potrebbe dire cambio conteiner oppure casscontemporaneamenteensioni.

Dopo qualche mese venni chiamato in ufficio econteinericarono che sarebbe arrivato entro sei mesi un nuovo automezzo e lo avrebbero dato a me, poi aggiunsero che avrei dovuto fare un corso di conoscenza del mezzo perché era un mezzo più grande di quello che avevo incominciato, la cosa mi lusingo molto anche perché mi dissero che dato la mia sempre disposizione se accettavo di fare di picchetto in caso di necessità anche di domenica se sarebbe stato necessario un automezzo.



Io accettai con entusiasmo anche perché questi servizi erano ricompensati con il doppio della paga, iniziò per me quel lavoro che piaceva tanto a me.


I miei bambini sul primo vecchio camion che incominciai,
quello che se vede sotto i piedi dei bambini è per montare il spartineve

Arrivò l’inverno così mi misi in lista anche per il picchetto per l’aeroporto in caso di neve.

In questo lavoro l’o iniziato nel 1967 fino il 1995 quando andai in pensione.

Ebbi la possibilità di scelta su quale reparto trasporti mi piaceva, scelsi reparto normale così tutte le sere potevo essere con la mia famiglia, solo nei casi di emergenza ero sempre presente, l’inverno specialmente per tenere sempre efficienti le piste dell’aeroporto.

Credo che ora possa chiudere il mio racconto della mia vita, dirò solo che sono stato fortunato ad entrare in una così grande impresa di trasporti dove ho potuto dimostrare le mie capacità in questo ramo che mi a dato la possibilità di dare alla mia famiglia e ai figli un avvenire.
Continuerò nel mio blog a pubblicare ricordi e foto dei miei viaggi che ho effettuato quando i figli erano grandi. Chi vorrà per curiosità vedere diversi automezzi può guardare in questo link.

http://www.ernstfall.ch/

Un caro saluto a tutti/e

Tomaso
FINE

Buon giorno con Torero

Amici e amiche svegliatevi con questa bella canzone. Tomaso

martedì 10 febbraio 2009

Buona fortuna a tutti i miei visitatori

Carissimi amici e amiche con questa vecchia canzone io vi auguro buona fortuna! A tutti un forte abbraccio, Tomaso

lunedì 9 febbraio 2009

mercoledì 4 febbraio 2009

Credo sia ora di pubblicare il mio undicesimo capitolo

UNDICESIMO CAPILOLO
Passarono i primi tre mesi il pancione di Danila cresceva sotto i miei occhi lei continuava ad andare a lavorare in fabbrica e si sentiva molto bene, in luglio nacque una bella bambina la abbiamo chiamata Manuela eravamo molto felici.
il giorno del battessimo
Passati i primi giorni ci rendemmo conto che arrivarono i grossi problemi, noi non potevamo tenere in casa la nostra bambina fummo costretti come la maggior parte dei miei connazionali Di portare la bambina in una casa nido si andava a trovarla al sabato e alla domenica fu molto duro accettare questa situazione ma non cera altre soluzioni. Tutte le sere io andavo a portare il latte che a sua volta estraeva la Danila con una piccola macchina a ventosa cosi la bambina veniva alimentata con il latte materno. A Natale prendemmo una decisione, andammo in Italia a parlare con mia mamma per vedere come meglio avremmo potuto fare ha noi interessava che la bambina crescesse in una famiglia dove avrebbe potuto avere più affetto, perché abbiamo notato che nelle case nido questo non potevano darle così d’accordo con mia madre abbiamo portato la bambina in Italia mia madre era contenta di far crescere la nipotina, essendo già nonna de 4 nipotini solo maschi si dedicò con tanto affetto ha questa nipotina. In primavera del 1960 decisi di acquistare una vettura di occasione, una FIAT 600 per poter meglio spostarsi ora aravamo in tre e la motocicletta non bastava più. La situazione di avere la bambina in Italia fu molto difficile accettare questa situazione al giorno durante il lavoro il tempo passava senza pensarci troppo ma alla notte era sempre più difficile. Intanto la bambina cresceva molto bene.
i suoi primi passi
Se anche la piccola aveva solo un anno mia mamma gli aveva insegnato a lavarsi da sola, mi diceva mia mamma che si divertiva con tutto. Fui costretto a fare la patente di guida Svizzera perché la patente Italiana non era riconosciuta dalla legge svizzera mi e stato facile ottenerla anzi questo mi a dato l’occasione di un lavoro supplementare il maestro di guida che mi portò per fare gli esami mi fece una proposta molte allietante vedendo che io ero molto bravo ad apprendere tante cose mi disse che lui cercava Un aiutante italiano per fare qualche ora di guida ai tanti italiani e spagnoli che lui non riusciva a preparare in tempo, fu così che dopo un po’ di preparazione dei documenti che lui aveva preparato iniziai, quasi tutte le sere dopo il lavoro della fabbrica facevo una ho due ore di scuola agli italiani e spagnole il sabato e pure la domenica, in più c'erano anche le foto. Dopo un paio di mesi mi resi conto che non potevo continuare con la 600 fiat cosi acquistai una 1100 fiat che era più adatta per quel lavoro tutto andava molto bene. Passarono cosi circa 7 mesi poi prendemmo una decisione in svizzera abbiamo capito che c'erano delle famiglie private che prendeva in custodia dei bambini durante tutta la settimana anche tutta la notte, siamo subito interessati per cercare non passò tanto tempo che abbiamo conosciuto una famiglia la signora era di origine italiana però nata in svizzera i suoi genitori erano di quelli venuti in Svizzera prima ancora della prima guerra mondiale avevano due maschi e desideravano tanto una bambina fu così che andammo in Italia a prendere la nostra bambina e affidammo a quella famiglia la portavamo alla domenica sera e si andava prenderla al venerdì sera.
L'inverno molto rigido del 1961-62
Inizio cosi un buon periodo quella famiglia educò la bambina molto bene intanto che la bambina cresceva gli spiegavano che il suo papà e la sua mamma erano a lavorare e che sarebbero venuti sempre a prenderla passarono 5 anni e posso dire che siamo stai molto fortunati. Un meraviglioso giorno mia moglie mi comunico che stava aspettando un bambino. Questa bella notizia mi riempi di gioia e cosi iniziammo una attesa che ci fece capire che avremmo dovuto cambiare tante cose prima di tutto la Danila avrebbe dovuto lasciare il lavoro io non avrei mai accettato che anche il figlio che stava per arrivare lo avremmo affidato ad estranei. La cosa ci favorì, il marito della signora che guardava la nostra bambina era un Perito chimico e lavorava in una fabbrica di colori, fu così che mi fece una proposta lui mi avrebbe fatto entrare in fabbrica come operai per la fabbricazione di colori a dispersione che stavano completando il reparto, fu così che tre mesi dopo iniziai il nuovo lavoro.
Continua

martedì 3 febbraio 2009

Guardate un po' questo divertente video

Buon divertimento. Roberto Benigni. Guardate un po' come è facile rimorchiare una donna, solo lui lo sa fare! Buona serata a tutti, Tomaso

domenica 1 febbraio 2009

Ora piove ecco quello che ci vuole

Che ve ne pare, di questa, indimenticabile canzone, dei vecchi tempi! Per i sentimentali, dico , ascoltatela e sognate! Un abbraccio a tutto il faro, e pure ai visitatori. Tomaso